CELEBRATA IN DIOCESI LA G.M.P.V.

 

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Preghiera per le vocazioni, sabato 2 maggio, al santuario vocazionale della Pallavicina, alle ore 20.30, alla vigilia della domenica del buon Pastore, 57° Giornata Mondiale delle vocazioni sacerdotali e religiose.

Ha presieduto il vescovo Daniele affiancato da don Angelo Lorenzo Pedrini, incaricato diocesano per la pastorale vocazionale, e dal diacono Alessandro. Presente anche il parroco di Izano don Giancarlo Scotti.

S’è recitato il santo rosario. Ogni mistero ha preso spunto da un particolare del brano di Vangelo che racconta l’episodio di Gesù che cammina sulle acque e salva gli apostoli dalla tempesta. A commento, un testo di papa Francesco, seguito da un breve video per coloro che erano collegati via YouTube sul canale de Il Nuovo Torrazzo. Di seguito la preghiera delle dieci Ave Marie meditate (si è detto solo la prima parte, aggiungendo a Gesù, un titolo adeguato al mistero e si è concluso con una sola Santa Maria finale).

Nel primo mistero si è contemplato Gesù come luce delle tenebre e si è pregato per il papa, i vescovi e i sacerdoti. Nel secondo si è fissato lo sguardo su Gesù Salvatore che tende la mano a Pietro e si invocando la Madonna per i diaconi e coloro che svolgono un ministero nella Chiesa. Nel terzo si è contemplato Gesù amore gratuito, pregando per religiosi, religiose e laici consacrati. Nel quarto si è meditato Gesù che ci incoraggia nella prova, ponendo come obiettivo della preghiera tutti gli adolescenti e i giovani. Nel quinto, infine, Gesù nostro Signore e nostro Dio e si è pregato per le famiglie. Il tutto concluso con il canto della Salve Regina e le litanie mariane.

È seguita l’adorazione eucaristica, nello splendido presbiterio del Buso, conclusa con la preghiera per la Giornata Mondiale delle vocazioni e la benedizione eucaristica.
Il vescovo ha ringraziato chi ha preparato la veglia “in questo santuario – ha detto – dedicato alla preghiera per le vocazioni.” E ha espresso la speranza che tanti giovani e ragazze possano seguire Gesù. Un ringraziamento particolare ai seminaristi che si preparano al sacerdozio.

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Prossimo appuntamento, venerdì 8 maggio con il rosario dalla basilica di Santa Maria della Croce, sempre alle ore 20.30.

Per chi volesse rivedere la celebrazione, qui trovate il link: https://youtu.be/SlDijF-krkE

Fonte: Il Nuovo Torrazzo

57esima GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI: IL MESSAGGIO DEL VESCOVO DANIELE

VegliaVocazioni

La chiamata liberante di Dio

Nel suo messaggio per la 57ª Giornata mondiale di preghiera per le vocazioni, papa Francesco si ferma su quattro ‘parole per la vocazione’: gratitudine, coraggio, fatica e lode. Il papa le riprende dall’episodio di Gesù che cammina sulle acque, nel racconto di Matteo (14, 22-33), dove c’è anche il particolare di Pietro che, chiamato da Gesù, si mette anche lui a camminare sull’acqua – salvo affondare quasi subito, vedendo che il vento era forte e lasciandosi prendere dalla paura.

Il messaggio porta la data dell’8 marzo, II domenica di Quaresima. Meno di tre settimane dopo, il 27 marzo, davanti a una piazza san Pietro completamente vuota, papa Francesco ha parlato al mondo, nel pieno della crisi sanitaria del CoViD-19, commentando l’episodio della tempesta sedata, secondo il racconto di Marco (4,35-41).

Due interventi ravvicinati, con il richiamo a due episodi evangelici che hanno questo elemento in comune: trovarsi in mezzo alle acque agitate, di notte, fare esperienza di insicurezza, di paura, e sperimentare la presenza di Gesù, la cui parola rassicura, conforta, sostiene e, al tempo stesso, chiama.

L’esperienza della precarietà, della fragilità, che abbiamo vissuto in maniera drammatica nelle settimane scorse, e che ancora stiamo vivendo e vivremo, ci fa rinnovare l’invocazione e la chiamata che parte da noi per andare verso Dio: «Maestro, non t’importa che siamo perduti?» (Mc 4, 38); «Signore, salvami!» (Mt 14, 30). Ma forse non ci rendiamo conto che, prima di tutto questo, c’è un’altra chiamata, che parte da Dio e viene verso di noi, ed è la chiamata anzitutto della fede: «Poi disse loro: “Perché avete paura? Non avete ancora fede?”» (Mc 4,40); «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?» (Mt 14,31).

Sì, Dio ci chiama, ci invoca, e la risposta a questa chiamata è appunto la fede di chi si riconosce atteso, cercato, amato da sempre: e lo riconosce (anche se a volte il riconoscimento passa attraverso la paura, lo sgomento) soprattutto quando si trova nella distretta, quando fa esperienza di fragilità e di pochezza.

Ma Dio continua a chiamare, e non solo per darci consolazione e pace. Il suo appello alla fede è una chiamata a «cogliere questo tempo di prova come un tempo di scelta. Non è il tempo del tuo giudizio, ma del nostro giudizio: il tempo di scegliere che cosa conta e che cosa passa, di separare ciò che è necessario da ciò che non lo è. È il tempo di reimpostare la rotta della vita verso di Te, Signore, e verso gli altri. E possiamo guardare a tanti compagni di viaggio esemplari, che, nella paura, hanno reagito donando la propria vita» (Francesco, Omelia del 27 apr. 2020).

È dunque anche tempo propizio a scoprire o riscoprire la chiamata della nostra vita. «Il Signore ci chiama perché vuole renderci come Pietro, capaci di “camminare sulle acque”, cioè di prendere in mano la nostra vita per metterla al servizio del Vangelo, nei modi concreti e quotidiani che Egli ci indica, e specialmente nelle diverse forme di vocazione laicale, presbiterale e di vita consacrata» (Francesco, Messaggio per 57ª Giornata di preghiera per le vocazioni).

Non c’è uscita dalla paura, dalla fragilità, dallo sconcerto, semplicemente in una consolazione a buon mercato. Questa uscita c’è, ma consiste nell’ascoltare il Signore che chiama, e chiamando offre una possibilità di vita e di dono di sé: perché solo così si è veramente liberi da ogni paura; si è liberi quando ci si sente amati, chiamati, e mandati.

Chiediamo al Signore, celebrando la Giornata di preghiera per le vocazioni, di sentire in noi questa chiamata liberante; ringraziamo per tutti quelli e quelle che ci testimoniano, in tante forme di vita cristiana – il matrimonio, la consacrazione a Dio, il ministero ordinato, la missione… – questa libertà divina. Domandiamo, specialmente per i giovani, la grazia di sentirsi chiamati nell’amore di Dio a uscire dalla paura e dal ripiegamento su di sé, e la gioia di donarsi senza riserve a Dio e ai fratelli.

+Daniele Gianotti