LA SFIDA DEL DISCERNIMENTO VOCAZIONALE NELL’ACCOMPAGNAMENTO DEI GIOVANI

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Per ascoltare le belle conferenze del seminario sull’accompagnamento spirituale promosso dal Servizio nazionale di pastorale vocazionale della CEI, clicca i link qui sotto:

Rosalba Manes – Che cosa devo fare per avere la vita eterna? (Mc 10,17). Fede e discernimento vocazionale – 1h 51 min.

Claudia Ciotti – Abitare la vita – Scegliere da credenti per Cristo – 1h 24 min.

Padre G. Piccolo – Usa la testa – Interpretare la voce di Dio tra pensieri, parola e spirito – 1h 14 min.

Padre G. Piccolo – Scendi nel cuore – Riconoscere emozioni, sentimenti e desideri – 1h 26 min.

GAUDETE ET EXSULTATE

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E’ appena stata pubblicata la nuova esortazione apostolica di papa Francesco sulla chiamata alla santità nel mondo contemporaneo, prima grande e fondamentale vocazione di ogni cristiano e di ogni essere umano di buona volontà. Grazie santo padre di questo dono, che già dal titolo, mette serenità e fiducia. Promettiamo di leggerla e di meditarla, incarnandola nella nostra azione pastorale a servizio della vocazione.

Scarica il documento in formato PDF, cliccando qui

FELICE PASQUA DI RISURREZIONE!

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“Non possiamo avere un destino e una destinazione senza un Amore che abbia fede in noi prima che noi in lui” (Alessandro D’Avenia). Che in questo tempo santo ciascuno di noi possa credere e sperimentare la gioia dell’Amore. Auguri di una santa Pasqua a tutti i nostri lettori e a chi serve la Chiesa e il vangelo nella pastorale vocazionale.

VEGLIA DELLE PALME E PROFESSIONE DI FEDE 19enni

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SABATO 24 MARZO alle ore 21.00 in Cattedrale si svolgerà la veglia delle Palme all’interno della quale ci sarà il rito della professione di fede di alcuni 19enni che hanno frequentato il percorso diocesano e i cammini parrocchiali. Accompagniamo questi giovani con la preghiera, perchè possano scegliere l’Amore nella propria vita, così da essere sale della terra e luce del mondo (Mt 5,13). Inoltre sarà celebrata, a livello diocesano la 33ª Giornata Mondiale della Gioventù, sul tema “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio” (Lc 1,30).

AI PIEDI DI GIOVANNI, di don Tonino Bello

Proponiamo ai nostri lettori una interessante riflessione di un profeta della Chiesa, don Tonino Bello, che ci insegna a guardare i giovani con gli occhi della fede, dell’incantamento e della poesia evangelica.

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Carissimi,

(…) è proprio una forzatura concludere che il Maestro, piegato sui piedi di Giovanni, il più giovane della compagnia, è l’icona splendida di ciò che dovrebbe essere la Chiesa, invitata da quel gesto a considerare i giovani come «ultimi», non tanto perché ai gradini più bassi della scala cronologica della vita, quanto perché ai livelli più insignificanti nelle graduatorie di coloro che contano? Penso proprio di no. (…)

La figlia di Giairo, il servo del centurione, l’unigenito della vedova di Nain, il giovane ricco, il figliol prodigo… sono indice di uno sbilanciamento del Signore nei confronti di coloro che, pur essendo oggetto di invidia struggente, hanno da sempre accusato un deficit pesantissimo in fatto di accoglienza. (…)

Che cosa voglio dire? Che noi ci affanniamo, sì, a organizzare convegni per i giovani, facciamo la vivisezione dei loro problemi su interminabili tavole rotonde, li frastorniamo con l’abbaglio del meeting, li mettiamo anche al centro dei programmi pastorali, ma poi resta il sospetto che, sia pure a fin di bene, più che servirli, ci si voglia servire di loro.

Perché, diciamocelo con franchezza, i giovani rappresentano sempre un buon investimento. Perché sono la misura della nostra capacità di aggregazione e il fiore all’occhiello del nostro ascendente sociale. (…)

Servire i giovani, invece, è tutt’altra cosa.

Significa ascoltarli. Deporre i panneggi del nostro insopportabile paternalismo. Cingersi l’asciugatoio della discrezione per andare all’essenziale. Far tintinnare nel catino le lacrime della condivisione, e non quelle del disappunto per le nostre sicurezze predicatorie messe in crisi.

Asciugare i loro piedi, non come fossero la pròtesi dei nostri, ma accettando con fiducia che percorrano altri sentieri, imprevedibili, e comunque non tracciati da noi.

Significa far credito sul futuro, senza garanzie e senza avalli. Scommettere sull’inedito di un Dio che non invecchia. Rinunciare alla pretesa di contenerne la fantasia. Camminare in novità di vita verso quei cieli nuovi e quelle terre nuove a cui si sono sempre diretti i piedi di Giovanni, l’apostolo dagli occhi di aquila, che è morto ultracentenario senza essersi stancato di credere nell’amore.

Servire i giovani significa entrare con essi nell’orto degli ulivi, senza addormentarsi sulla loro solitudine, ma ascoltandone il respiro faticoso e sorvegliandone il sudore di sangue.

Significa seguire, sia pur da lontano, la loro via crucis e intuire, come il Cireneo ha fatto con Gesù, che anche quella dei giovani, abbracciata insieme, è una croce che salva.

Significa, soprattutto, essere certi che dopo i giorni dell’amarezza c’è un’alba di risurrezione pure per loro.

E c’è anche una pentecoste. La quale farà un rogo di tutte le scorie di peccato che invecchiano il mondo. E attraverserà la schiena della terra adolescente con un brivido di speranza. Saremo capaci di essere una Chiesa così serva dei giovani, da investire tutto sulla fragilità dei sogni? 

don Tonino, vescovo, 5 marzo 1989