In Ascolto di Dio, in ascolto degli altri, in ascolto di te. Pensaci, pregaci, provaci!

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In Ascolto di Dio, in ascolto degli altri, in ascolto di te. Pensaci, pregaci, provaci!

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don Michele, insieme a don Angelo e al gruppo di giovani comaschi e cremaschi a Roma nell’estate 2015.
In occasione della tradizionale conferenza stampa a chiusura del Consiglio Permanente della Conferenza episcopale italiana, è stato diffuso il comunicato conclusivo che, come sempre, riporta le nomine decise nel corso dell’assise episcopale.
Fra quelle diffuse spicca, per la nostra diocesi di Como, la nomina di don Michele Gianola a direttore dell’Ufficio nazionale per la Pastorale delle Vocazioni. Grande la gioia espressa dal Vescovo monsignor Oscar Cantoni.
«In questo momento – ci ha confidato don Michele raggiunto telefonicamente subito dopo l’ufficializzazione del suo nuovo incarico – posso solo dire grazie per la fiducia espressa nei miei confronti». Una la richiesta di don Gianola: «sostenetemi con la preghiera per questo mio cammino e, soprattutto, come diocesi di Como, cogliamo questo momento come opportunità per pregare sempre più intensamente per le vocazioni».
Don Michele, classe 1975, nativo di Abbadia Lariana (Lc), è stato ordinato sacerdote nel giugno del 2001. Vice-rettore del Seminario diocesano dal 2001 al 2008, dal 2008 è docente presso lo stesso Seminario, nel 2009 è stato anche collaboratore della parrocchia di Faloppio e dal 2010 è direttore del Centro diocesano e regionale Vocazioni.
Nelle prossime settimane don Michele sarà a Roma dove, a motivo del suo incarico, si trasferirà. Il lavoro sarà importante e impegnativo anche in vista del prossimo Sinodo 2018, che ha, come tema, la pastorale giovanile vocazionale.
(articolo tratto da “il settimanale” della diocesi di Como)
A don Michele Gianola, anche dalla nostra commissione diocesana, le felicitazioni e il sostegno nella preghiera per questa nomina che lo porterà a vivere un percorso umanamente ricco e pastoralmente stimolante.

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Bella e molto partecipata veglia di preghiera per le vocazioni sabato sera alle ore 21.00 nella chiesa parrocchiale di Scannabue, preparata dalla Commissione diocesana guidata da don Angelo Pedrini. Veglia in occasione della 54° Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni per la quale papa Francesco ha proposto il tema: “Alzati va’, e… non temere!”
A fare gli onori di casa il parroco don Giancarlo Camastra che ha preparato al meglio la sua chiesa. Ha presieduto il vescovo Daniele.
Il percorso della preghiera è stato scandito dalla lettura del libro del profeta Giona e da gesti che hanno sottolineato i diversi momenti del curioso racconto biblico.
Innanzitutto il rifiuto di Giona: disobbedisce al Signore che lo invia a predicare a Ninive e fugge con una nave verso Tarsis. Alcuni adolescenti hanno coperto con un telo l’icona che riportava l’immagine di Giona.
Il secondo momento, la tempesta che fa rischiare la vita a tutti i marinai. Di chi la colpa? Di Giona… il profeta viene buttato in mare e la tempesta si placa. Tutti i presenti sono stati invitati a scrivere un proprio “peccato” su di un sasso e a buttarlo in un mare simbolico (un mastello d’acqua davanti all’altare).
Ed ecco il terzo momento: Giona inghiottito dalla balena. Nel ventre del pesce il profeta prega Dio insistentemente. E alcuni giovani portano alcune lampade accese davanti all’icona di Giona stesso, segni di appunto della preghiera. Nel mentre l’assemblea canta e recita salmi.
Di seguito viene distribuito ai presenti un fascicoletto di Enzo Bianchi sul significato del pregare per le vocazioni.
Nel quarto momento Giona accetta finalmente l’invito del Signore e va a predicare a Ninive. La popolazione pagana, alla parola del profeta si converte. E in un video viene presentato il racconto dell’avvicinamento a Dio di una band musicale di Vicenza, i “The Sun”.
Alla fine – ed è stato l’ultimo momento – Giona si mostra seccato della conversione dei Niniviti. Dio gli chiede: “Perché non dovrei avere pietà di Ninive?”.
Mons. Gianotti riassume poi a tutti il breve libretto biblico, ne sottolinea i vari momenti, soffermandosi sulla domanda che conclude il libro. “Stiamo parlando di vocazioni, ha aggiunto. A che cosa è chiamato Giona? È stato chiamato a capire che cosa c’è nel cuore di Dio. Giona sa che il suo cuore è disposto a fare di tutto perché gli uomini si salvino. Se uno capisce questo ed entra in sintonia con Dio, allora comprende di poter essere strumento di questo cuore del Padre. Gesù l’ha fatto più di tutti. Lasciamoci toccare da ciò che il cuore del Signore vuole e capiremo qual è la nostra vocazione.”
Un Dio che si rivela misericordioso. Misericordia significata dal gesto di pace che alcuni giovani ricevono dal vescovo Daniele e trasmettono a tutti i presenti.
(da Il nuovo Torrazzo)
Comunichiamo che le catechesi dei Dieci Comandamenti riprenderanno DOMENICA 7 MAGGIO, come al solito, dalle 19.00 alle 20.30 presso il Centro di Spiritualità.

“ACQUA VIVA PER DISSETARE LA MIA SETE”
Si sono svolti durante il ponte del 25 aprile gli esercizi spirituali diocesani per i diciottenni (annata ‘99), promossi dalla Pastorale giovanile e vocazionale. La casa che ci ha ospitato, con annesso un ampio parco, si trova a Ballabio (Lc) ed è gestita dalle suore canossiane, che nelle giornate trascorse insieme si sono prese cura di noi, con il sorriso e… riempiendo le nostre pance con piatti gustosi!!
La gioia di ritrovarci in ventitre, di essere accompagnati da don Angelo, Madre Elisa, Daniele seminarista e da giovani universitari (Christian, Lorenzo, Marco, Alessio, Miriam e Michele), ha fatto il resto!
Partecipare ad un corso di esercizi all’inizio ci spaventava. La scelta non è stata facile: i dubbi e le paure sembravano avere la meglio. Eppure, alla fine, ancora una volta ci siamo buttati, fidati e affidati. E ne è valsa la pena.
Gesù ci ha accompagnato con la sua Parola. Lo abbiamo conosciuto attraverso il vangelo della samaritana e le provocazioni che ci sono state offerte. Alla fine di ogni meditazione abbiamo svolto delle attività inerenti al tema trattato; attività che ci hanno messo in gioco, ci hanno fatto piangere e ridere, ballare, cantare e riflettere. Attraverso di essere abbiamo tirato fuori ciò che stava nascendo dentro di noi, attraverso il dono dello Spirito che suscitava la comunione.
Un altro ingrediente fondamentale è stato il silenzio: uno spazio, un tempo, una dimensione importante della vita per riflettere su Dio, su noi stessi e sugli altri. Anche questa esperienza non è stata facile, soprattutto il primo giorno, ma sicuramente arricchente.
Ma poi non vogliamo dimenticare la preghiera della lodi, dei vespri, la compieta e la Messa quotidiana, che ci ha fatto sperimentare un Gesù vivo e vicino, la serata dedicata alla conoscenza attraverso il gioco, la serata film, la veglia battesimale, i colloqui personali col don, con Madre Elisa e con gli educatori.
Siamo tornati stanchi ma felici, con gli occhi lucidi, ringraziando, consapevoli di aver vissuto un’esperienza indimenticabile perché Dio, se ci si mette, sa scrivere con l’indelebile sul libro della vita. Noi abbiamo deciso di lasciargli la penna e abbiamo trovato queste parole: “prendi in mano la tua vita e fanne un capolavoro” (san Giovanni Paolo II).
Condivisione sincera, amicizia intensa, canale con Dio risintonizzato. Ecco quello che ci siamo portati a casa. E scusate se è poco!!!
(sintesi delle riflessioni dei ragazzi)


“Abbiamo estremo bisogno di gente risorta;
di gente che si vesta di luce;
di artigiani di pace;
abbiamo bisogno di gente che diffonda il buon profumo di Cristo (2Cor 2,15)”.
Proviamoci!
Felice Pasqua di risurrezione.
don Angelo e la commissione