10 COMANDAMENTI: ALCUNE TESTIMONIANZE

La mia esperienza con i 10 comandamenti è quella di un luogo determinante, “pericoloso”: ci si gioca la vita. E l’esperienza di tanti miei amici che hanno visto la loro vita cambiata da questo annuncio lo conferma.

Mi era capitato di essere invitato ai 10 comandamenti una prima volta e di essere stato completamente indifferente. Non capivo l’entusiasmo ed il coinvolgimento della persona che mi aveva invitato, un carissimo amico e dopo un paio di incontri ho deciso che non ne valeva la pena. In realtà il mio pregiudizio mi aveva fatto decidere ancor prima di iniziare.

Due anni dopo sono stato invitato nuovamente dalla stessa persona. La musica era la stessa, ma a me sembrava incredibilmente interessante e attraente, avvertivo che era suonata proprio per me! Un’attrazione senza fine, attraversavo Milano tutti i giovedì sera. Non potevo fare a meno di andare perché c’era Uno che, attraverso la semplicità ed il limite di alcuni fratelli, parlava proprio a me, al mio bisogno di infinito, alla mia vita. Insomma era come l’aria, come aver fame ed aver trovato uno chef pentastellato che cucina per te, e per di più gratis. E’ stato come un nuovo battesimo, l’inizio della mia conversione.

Davide

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L’équipe

Ho fatto l’esperienza delle 10 Parole nel 2005. Ero in un periodo particolarmente confuso, avevo una relazione da due anni ma capivo che non stava portando da nessuna parte. Ero infelice e affaticata e c’era qualcosa che non mi quadrava nella mia esistenza da 35 enne. Una cara amica mi ha invitato alle Catechesi, all’epoca abitavo a Cremona e le catechesi erano la domenica sera a Monza a Santa Maria delle Grazie. Al momento ho pensato che fosse un po’ una follia andare ogni domenica a Monza facendo 240 km tra andata e ritorno, ma sin dai primi incontri ogni dubbio si è dissolto, valeva la pena vivere questa follia. Attendevo con trepidazione la domenica sera per tutta la settimana perchè quelle Parole sembravano pensate proprio per me. Inizialmente ho avuto il dubbio che la mia amica avesse raccontato la mia situazione a Fra Renato (lui teneva le catechesi) tanto era pertinente la Parola con la mia vita ma poi, confrontandomi con altre persone presenti, mi sono accorta che era comune a tutti la sensazione: quella Parola calzava a pennello per ognuno di noi, seppur in realtà di vita diverse.

Ho vissuto il Cammino con grandissimo interesse, non mi sono mai persa un incontro, tanta era la sete e il bisogno di continuare a capire quello che il Signore mi stava dicendo, stravolgendo per certi versi, la visione che avevo sempre avuto della Fede. Sono cresciuta in una famiglia credente e praticante, ho sempre frequentato attivamente l’oratorio ma i Comandamenti li avevo sempre vissuti come un dovere a mai come una opportunità: una grandissima rivelazione piena di Bellezza che mai avevo sperimentato nella mia vita.

Per me oggi, i 10 Comandamenti rimangono in assoluto l’esperienza più bella della mia vita, un Cammino non sempre facile durante il quale ho dovuto mettermi molto in discussione. Ci sono stati momenti faticosi, di resistenza, perché la mia indole è testarda, ma l’evidenza della Verità di quella Parola, pregnante e cucitami addosso come un abito perfetto, mi ha inevitabilmente spinto a continuare fino in fondo scoprendo una modalità a me totalmente nuova di vivere la vita e di incontrare Cristo nella mia vita di ogni giorno.

Con profonda gratitudine e nella semplicità e piccolezza di ciò che sono mi sono messa a disposizione, perché è un Dono ricevuto talmente grande che non posso fare a meno di condividerlo.

Rosy

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Lunedì 3 ottobre 2016: il vescovo Oscar incontra l’équipe

Ho fatto il cammino dei 10 comandamenti dieci anni fa dal 2005 al 2007. Fu una suora alcantarina di Assisi a consigliarmi caldamente di vivere questa esperienza. In quel periodo il posto più vicino dove si facevano i 10 comandamenti era al Santuario Madonna delle Grazie a Monza. Quindi ogni domenica facevo all’incirca tra andare e tornare 100 km. I motivi per cui ho deciso di vivere questo cammino inizialmente erano due: l’ obbedienza al consiglio datomi dalla mia amica suora e la curiosità. Poi però le cose sono cambiate, mi ricorderò sempre le prime catechesi quando mi si diceva di venire agl’incontri ” come sei”: ” se sei arrabbiato vieni con la tua rabbia, se sei gioioso vieni con la tua gioia,se sei dubbioso vieni con i tuoi dubbi.” In poche parole mi dicevano:” se vuoi vivere in pienezza i 10 comandamenti porta la tua storia, perché qui c’è  una persona che ha una parola  da dire a te per la tua vita.” Questa in seguito  è stata la mia motivazione principale che domenica  dopo domenica mi accompagnava agl’incontri: il sapere che una persona, Gesù  Cristo, che ha una parola da dire a me per la mia vita. Col tempo il cammino fatto dei 10 comandamenti mi ha aiutato e continua a sostenermi nelle situazioni  belle e meno belle che la vita mi mette davanti.

Fabio

ESERCIZI 18ENNI: “MI DEVO FERMARE A CASA TUA”

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In alto, da sinistra: Christian, Daniele, il seminarista Francesco, Miriam, Andrea, Sara, Simona e Benedetta. In basso, da sinistra, don Angelo, Davide (dio :), Nicholas, Madre Elisa e Marco.

Esperienza bella e coinvolgente quella vissuta da un gruppetto di diciottenni provenienti da alcune parrocchie della diocesi (Capralba, Santa Maria, San Bernardino, San Benedetto e Madignano) il ponte del 25 aprile, presso la casa delle suore canossiane a Ballabio (Lecco). Giornate di condivisione, di scambio, di confronto. Zaccheo è stato il simpatico protagonista che ha accompagnato gli adolescenti a interrogarsi sulla propria fede, sulla propria vocazione e sulla relazione con Dio. Accompagnati da don Angelo e dall’equipe del Team Ado della pastorale giovanile, con la presenza di Madre Elisa. Un grazie sincero a chi ha collaborato nell’organizzazione di questa significativa esperienza e anche a chi, con coraggio, si è messo in gioco e ha visto aumentare la propria fede e i legami fraterni. Alla prossima e arrivederci, prima per l’incontro con il vescovo Oscar e poi con per il cammino 19enni! Porte aperte, anzi spalancate (!!) a chi volesse aggiungersi e provare la gioia della condivisione del cammino di fede!

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Gioiosi e sorridenti 🙂

GIORNATA DIOCESANA DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

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In occasione della GMPV (domenica 17 aprile C.A.), anche la nostra commissione diocesana ha voluto mettere in pratica le parole di papa Francesco e così siamo diventati “Chiesa in uscita” e siamo andati ad animare la giornata vocazionale nella parrocchia di Ombriano. Ringraziamo fin da subito il parroco don Mario e il coadiutore don Simone per averci accolti e aver collaborato con noi.  La giornata è stata ricca e densa di incontri: abbiamo animato due messe festive e al mattino abbiamo incontrato le famiglie, i genitori, i bambini e i ragazzi. Nel pomeriggio, un momento di Adorazione Eucaristica con impronta vocazionale e il canto del vespro con un buon gruppo di persone. Infine, alla sera, alcuni di noi hanno incontrato i giovani della parrocchia, condividendo anche la cena. E’ stata davvero una piacevole sorpresa essere accolti e aver potuto testimoniare la gioia della vocazione cristiana. E siamo tornati, “RICCHI DI GRAZIE!”

Giovedi 14, invece la Basilica di Santa Maria della Croce ha ospitato la veglia vocazionale. Il vescovo Oscar – affiancato dal parroco padre Armando Tovalin – ha presieduto il momento, distinto dal titolo “Grati perché amati”: se il Padre è “ricco di misericordia”, allo stesso modo noi dobbiamo essere “ricchi di grazie”.
Alla presenza di parecchi ragazzi, in vista del loro Giubileo a Roma, nei tre momenti della veglia s’è riflettuto in particolare sulla bellezza del “dire grazie” ammirando il Creato, ma anche sulla possibilità di ringraziare nella fatica e nella sofferenza. Un “grazie” che poi si rende presente nella testimonianza di vita.
Nel suo intervento, il vescovo Oscar ha insistito sull’importanza e sul valore della parola “grazie”. Ha poi conferito il Mandato in vista del Giubileo dei ragazzi che, nell’Anno Santo della Misericordia che stiamo vivendo, si svolgerà a Roma dal 22 al 25 aprile: saranno 156 i cremaschi che varcheranno la Porta Santa e, accanto ad altri momenti, incontreranno papa Francesco.

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PROFESSIONE DI FEDE 19ENNI

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Sabato 19 marzo scorso, in Cattedrale, alle ore 21, nel contesto della veglia per la GMG, dieci giovani della nostra diocesi hanno fatto la loro pubblica professione di fede.

La professione di fede, per come è vissuta nella nostra diocesi, secondo le indicazioni del vescovo Oscar, è un semplice rito all’interno della veglia delle palme attraverso il quale i giovani 19enni scelgono di appropriarsi della fede cristiana, di continuare un cammino formativo e di assumere un piccolo ma significativo servizio in parrocchia, in diocesi o in altri àmbiti di vita, anche civile. Guidati e sostenuti dalla Scrittura, che verrà regalata loro dal vescovo.

il rito scelto quest’anno prevedeva alcune domande, una benedizione, la consegna della Bibbia e l’abbraccio di pace. Di seguito il testo:

Il Vescovo domanda ai giovani:

Volete continuare il vostro cammino di fede, riscoprendo sempre più un’amicizia intensa con il Signore Gesù? Sì, lo vogliamo.

Volete approfondire la vostra fede cristiana per essere nel mondo testimoni di Gesù Risorto? Sì, lo vogliamo.

Volete essere aperti ai doni che il Signore vorrà concedervi perché possiate rispondere con fiducia alla vostra vocazione? Sì, lo vogliamo.

Volete impegnarvi a donare alla comunità ecclesiale e civile il vostro tempo e le vostre capacità, per servire i fratelli e le sorelle che incontrate ogni giorno sul vostro cammino? Sì, lo vogliamo.

 Vescovo: Dio porti a compimento l’opera di bene che ha iniziato in voi.

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Quindi, il vescovo pronuncia la preghiera di benedizione:

Sii benedetto, Signore Gesù, per la tua fedeltà nell’amore.

Tu hai condotto questi giovani

a crescere sempre più nell’amicizia con te

perché ti potessero conoscere e sperimentare

come Colui che dà pienezza di senso alla loro vita.

Ora ti preghiamo: accompagnali con il tuo Santo Spirito,

perché li protegga nelle difficoltà,

abbiano il coraggio di testimoniarti nella loro vita,

negli ambienti difficili dove essi studiano o lavorano,

abbiano la forza di esserti fedeli e di non dubitare mai del tuo amore.

Sii tu la loro guida, il loro conforto, la loro gioia.

Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.

Tutti: Amen.

Il Vescovo consegna la Bibbia ai diciannovenni, dicendo:                                                                              

Carissimi, dopo aver rinnovato il vostro incontro con Gesù sono lieto di consegnarvi questa Bibbia. Spero che diventi per voi Parola viva ed eterna che si è fatta carne in Gesù. Prego il Signore affinché la possiate amare, gustare, vivere e testimoniare.  La sua forza custodisca la vostra fede e vi accompagni nel cammino della vita.

Si esegue il canto, mentre i diciannovenni scambiano l’abbraccio di pace con il vescovo.  

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CI UNIAMO ALLA GIOIA DI QUESTI GIOVANI E PREGHIAMO PERCHE’ POSSANO CONTINUARE A DANZARE SULLE VIE CHE DIO INDICA, SUGGERISCE E PREPARA.

FELICE PASQUA DI RISURREZIONE

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Risorto – finestra centrale del presbiterio della chiesa parrocchiale di Credera (CR)

Pasqua è la festa dei massi che rotolano via dall’imboccatura dei sepolcri.

Ognuno di noi ha il suo macigno che ostruisce le vie del cuore.

Diamogli uno spintone.

Da soli però non ce la facciamo.

Chiediamo aiuto a Colui che ha la forza per farlo.

BUONA E FELICE PASQUA a tutti gli amici che si seguono attraverso questo sito.

don Angelo e la commissione diocesana di PV