IL VESCOVO OSCAR TRASFERITO ALLA CHIESA DI COMO

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il vescovo Oscar con papa Francesco

Dopo undici anni di ministero episcopale in mezzo a noi, il nostro vescovo diocesano, Oscar Cantoni, è stato nominato da papa Francesco vescovo della chiesa che è in Como. Per il vescovo Oscar un “ritorno a casa” (è comasco e ha vissuto la sua vita e il suo ministero sacerdotale nella chiesa comasca). Gli facciamo i migliori auguri per un fecondo ministero apostolico, affinché, con l’assistenza dello Spirito Santo sia un buon pastore, secondo il cuore di Dio, come lo è stato per noi.

Queste le sue parole pronunciate stamattina in casa vescovile, davanti ai sacerdoti, ai presidenti di commissioni e ai collaboratori laici della curia cremasca:

“Ho accolto nella fede la mia nomina a vescovo di Como – ha esordito – come una nuova chiamata del Signore, che mi è giunta attraverso Papa Francesco. So che è stata una sua scelta personale e questo mi è bastato per tranquillizzarmi. Me lo ha esplicitamente riferito lui stesso nel breve incontro in piazza San Pietro, all’udienza generale di sabato 10 settembre.

Sono stato invitato ad ubbidire subito, dando il mio consenso e l’ho fatto: consapevolmente e in letizia! Non mi è stato chiesto se volevo del tempo per pensarci, se mi piaceva, se me la sentivo! Certo: è un ‘eccomi’ un po’ costoso, perché conosco la situazione della Chiesa che il Signore mi affida e anche le responsabilità pesanti che dovrò affrontare. So però che con la croce, il Signore dona anche la forza di portarla.”
“Dopo undici anni di permanenza a Crema, anche voi vi attendavate un probabile mio trasferimento”, ha osservato. “A ogni diocesi vacante, si diceva che potevo essere nella ‘terna’ dei candidati e in effetti lo sono stato in più di una. Ma il Signore guida la storia a suo modo: ‘quel che vuole il Signore, il Signore lo compie’ (Salmo 134), realizzando a suo tempo i suoi progetti, tanto diversi dai nostri, così che io stesso ho accolto con stupore e meraviglia la mia destinazione, che non mi attendevo!”, ha puntualizzato.
“Ogni cambiamento è una grazia. Lo dico sinceramente, perché è una occasione di rinnovamento per il soggetto che cambia, ma anche per la comunità che lascia. È vera l’espressione: ‘Ciò che non si rigenera, degenera!’. Vale anche per i parroci: una giusta turnazione – ha scandito con un sorriso esplicito, che ha suscitato un brusio ilare – ha effetti salutari su tutta la comunità, che si apre a nuove prospettive, dal momento che tutti noi, col tempo, diveniamo ripetitivi! Le ultime nomine dei preti riportano nell’atto di nomina la scadenza di nove anni!”
“Ho scritto già un lungo messaggio alla nostra Comunità cremasca – ha anticipato il vescovo Oscar – rivolgendomi a tutte le diverse categorie di fedeli, compresi i non praticanti e i credenti di altre religioni. Sarà pubblicato dal nostro Settimanale sul prossimo numero.” “Un posto speciale lo riservo a voi, miei primi collaboratori, ma anche buoni pastori e amici”, ha aggiunto con voce sempre più stentorea, fino a interrompersi, lasciando spazio a un caloroso prolungato applauso di condivisione e sostegno.
“Vi ringrazio della comunione che abbiamo sempre stabilito e lo spirito sinodale che abbiamo saputo costruire insieme. Che è molto bello”, ha proseguito, rincuorato. “Non potrò dimenticarmi di voi, a partire dalla mia quotidiana preghiera. E voi, anche se non mi citerete più nel canone della Santa Messa, vi prego di non dimenticarmi nelle vostre preghiere. Spero che mi veniate a trovare, portandomi magari anche i tortelli o qualche salame!”, ha chiosato sorridente.
“Non voglio e non so fare un bilancio di questi anni passati tra voi. Mi sembra di poter dire che la semina non è mancata. Ora lascio al Padrone della messe far fruttificare il seme nei tempi e nei modi più opportuni. Spero che possiate continuare quello spirito di fraternità che vi ha contraddistinto – ha auspicato – in modo da poter affrontare le sfide del nostro tempo e dare delle risposte persuasive.”
“Quanto al futuro della nostra Chiesa di Crema: secondo il Nunzio apostolico in Italia occorrerà del tempo prima della nomina di un nuovo pastore; secondo altri della CEI la terna sarebbe già pronta. Altre possibili scelte – l’annunciata fusione con Lodi o con Cremona, ha detto esplicito – mi sembrano utopiche, perché in conferenza episcopale lombarda nessuno ne ha accennato.” “Stamo a vedere i prossimi sviluppi. Come si suol dire: chi vivrà vedrà”.

+ Oscar Cantoni, vescovo.

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